Sei solo mia (Serie Moya Vol.2) by Anisa Gjikdhima

Sei solo mia (Serie Moya Vol.2) by Anisa Gjikdhima

autore:Anisa Gjikdhima [Gjikdhima, Anisa]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Fiction, Romance, General, Action & Adventure
ISBN: 9788826014623
Google: Zh4MDgAAQBAJ
editore: StreetLib
pubblicato: 2017-02-01T23:00:00+00:00


CAPITOLO 6

♠♠♠

Un soffio leggero arriva sul mio viso, non posso fare a meno di sorridere. Apro gli occhi è vedo la cosa più bella che abbia mai visto, Alexander.

«Buongiorno principessa», sussurra sulle mie labbra con voce roca. Rimango a contemplarlo per qualche momento e penso che al mattino è ancora più bello. Ha i capelli disordinati con ciocche ribelli che finiscono sui suoi bellissimi occhi blu.

«Buongiorno a te», rispondo con un filo di voce, mentre la mia mano gli sfiora il viso. Chiude gli occhi e si lascia accarezzare, mentre la sua mano si posa sul mio grembo e l’accarezza.

Vorrei tanto baciarlo, ma ho paura che il mio alito puzzi. Come se mi avesse letto nel pensiero, si avvicina e io mi scosto prontamente.

«Mi stai rifiutando?» chiede corrucciando la fronte. È adorabile, non c’è niente da fare.

«Vado prima a lavarmi i denti» spiego. Provo ad alzarmi ma le sue mani mi bloccano tenendomi inchiodata dove sono. Scatta posizionandosi sopra di me e avvicina il viso al mio. «Non vai da nessuna parte. Ora baciami» ordina. Le sue labbra sfiorano le mie e sono consapevole che il bacio è inevitabile. Mi bacia, e io non posso rifiutarmi perché lo desideravo quanto lui.

«Ora si che è un buongiorno» commenta divertito mentre mi accarezza i capelli. Poi l’espressione felice si trasforma in preoccupazione, e io non ne capisco il motivo finche non chiede: «Ti fa male da qualche parte?»

«I fianchi, ma niente di insopportabile», rispondo strofinando il viso sul suo petto.

«Mi dispiace, ho perso il controllo» borbotta spostandosi di lato. No, non voglio che si allontani. Mi rannicchio accanto a lui poggiando la testa sulla sua spalla..

«Andiamo a fare colazione, devi mangiare», mi porge la mano, non posso fare a meno di guardarlo, o meglio dire ammirarlo. Mi viene il dubbio che stia cercando di uscire alla svelta dalla camera da letto.

«Se continui a guardarmi così non uscirai da questa camera per molto tempo» avvisa.

L'idea non mi dispiace, ma ho anche fame. Faccio spalluccia andando verso il bagno e muovo i fianchi in modo provocatorio. Giochiamo sporco, giusto per stuzzicarlo un po’. Mi fermo sulla soglia girandomi verso di lui e gli sorrido.

«Ti dispiace passarmi la tua camicia» dico in tono sensuale. Si avvicina a grandi falcate con la camicia in mano e quando penso che stia per passarmela, lui allontana la mano.

«Mi piace quando la mia piccola provocatrice vuole giocare, ma ricordati sempre che l’unico a vincere sarò sempre io».

Entro in bagno e mi soffermo a guardare il mio riflesso allo specchio. Oh mio dio, sono in uno stato pietoso. I miei capelli sembrano la criniera di un leone, per non parlare delle occhiaie. Mentre osservo la mia figura l’attenzione va sul collo. Cos’è quel segno violaceo? Mi avvicino ancora un po' mentre tasto con le dita la pelle e poi tutto diventa chiaro. Non ci posso credere, mi ha marchiato. Infilo la camicia furente ed esco dal bagno.

«Tu», tuono, puntando il dito verso di lui «mi hai lasciato un segno in bella vista» sbraito sconcertata.



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